10 Gen

Investimenti in startup e PMI innovative, ecco cosa cambia la normativa dal 2017

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Il 2017 si preannuncia come un anno estremamente positivo per gli investimenti in startup e PMI innovative, grazie alle novità contenute nella Legge di Bilancio approvata in via definitiva lo scorso dicembre.

 

Benefici fiscali per chi investe. Innanzitutto un incremento degli sgravi fiscali, pari al 30%, sia per le detrazioni dei soggetti IRPEF (invece del 19%) che per le deduzioni per i soggetti IRES (al posto del 20%). Queste agevolazioni possono essere applicate anche alle startup a vocazione sociale e a quelle che sviluppano e commercializzano servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico: le aliquote quindi diventano rispettivamente del 25% e del 27%.

Cambia inoltre anche l’importo dell’investimento massimo detraibile per le persone fisiche, che da 500mila euro passa a 1 milione di euro, con il termine minimo del suo mantenimento aumentato a tre anni. Nessuna modifica per i soggetti IRES invece, il cui tetto resta di un milione e 800mila euro. Investimenti agevolati anche per le società. Sempre rimanendo nell’ambito degli investimenti in startup, la Legge di Bilancio prevede nuove indicazioni per quanto concerne le “perdite fiscali di startup partecipate da società quotate”. Le aziende quotate in borsa possono diventare “sponsor” per almeno il 20% di queste imprese e avere la possibilità di acquisire le perdite fiscali prodotte nei primi tre esercizi utilizzandole “in diminuzione del reddito complessivo dei periodi d'imposta successivi entro il limite del reddito imponibile e per l’intero importo.” Esenzione fiscale sui redditi di natura finanziaria.

Da sottolineare inoltre l’esenzione fiscale nel caso di “capital gain” derivanti da investimenti. I privati possono sottoscrivere un PIR, ossia un Piano Individuale di Risparmio, della durata di almeno cinque anni e per un massimo di 30mila euro l’anno, ed essere esenti da imposizioni sui redditi di capitale e redditi diversi percepiti. Gli investitori istituzionali invece, come fondi pensione ed enti previdenziali, possono utilizzare fino al 5% del loro asset in azioni o quote di imprese, oppure in azioni o quote di OICR (Organismi di investimento collettivo del risparmio), usufruendo allo stesso modo dell’esenzione, sempre a condizione che vengano detenuti per almeno cinque anni.

 

Letto 74 volte Ultima modifica il Giovedì, 12 January 2017 14:14
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