25 Ott

Investimenti in startup nel tech: consigli utili per una scelta di successo

Di  staff equinvest
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Scegliere di dedicarsi a degli investimenti in startup, soprattutto se appena fondate, potrebbe essere un’avventura meravigliosa (e redditizia) oppure trasformarsi un clamoroso fiasco. Richiede molto coraggio, entusiasmo e la consapevolezza che le cose potrebbero non andare come sperato.

È necessario quindi prendere in considerazione tutte le possibili variabili che possono influire in modo positivo o negativo: e non sono poche!

Tanya Privé, CEO e co-founder della piattaforma di investimenti 1000 Angels e CEO di CoFoundersLab, la piattaforma creata per l’incontro e la crescita delle startup, ha elaborato dei preziosi consigli per decidere se buttarsi in alcuni investimenti in startup, in particolare nel settore tech. Oppure se lasciar perdere.

Innanzitutto, raccomanda Privé, è bene creare un portfolio diversificato dei risky assets più elevati e verificare che si sia in grado di affrontare un’eventuale perdita senza finire sul lastrico. Dopodiché, se l’investimento sembra poter essere una buona idea, è possibile procedere con l’analisi di ciò che lei definisce le “tre T”.

Team.

Non è solo il founder che conta, ma tutti gli elementi coinvolti nella startup. Le aziende migliori sono formate da persone che riescono a trasformare in dollari ciò che toccano.

Technology. 

La tecnologia della startup ha un che di…magico? Rappresenta una rivoluzione? Oppure è solo un leggero miglioramento di qualcosa che già esiste?

Traction.

La startup è riuscita a realizzare un MVP (Minimum Viable Product)? Le persone hanno iniziato a usare il prodotto? Se non crea un valore, per cui tornino a utilizzarlo, forse qualcosa non funziona proprio nel modo giusto.

A questo punto si può passare ad analizzare ciò che invece bisogna evitare. Privé le definisce le “tre M”.

Market Fit.

Ossia essere sicuri che ci sia qualcuno che si occupi di marketing: spesso i “tech founder” non lo amano, essendo troppo impegnati a creare “la magia”.

Monetization.

La tecnologia è grandiosa, però nessuno vuole pagarla. Ma davvero si guadagna in questo modo? Una strategia è d’obbligo.

Marginal Improvements.

Bisogna puntare in alto, in tutti i sensi, e non accontentarsi di creare “miglioramenti marginali” per i propri clienti.
Ora sì che si può partire…verso il successo!

Letto 677 volte Ultima modifica il Mercoledì, 12 April 2017 09:39
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